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La repubblica di Weimar

“Secondo alcune interpretazioni Weimar fu una repubblica senza repubblicani e comunque rappresenta una speranza delusa” (Lucio Villari). Dopo la fine della Prima guerra mondiale nella Germania, cuore dell’Europa, c’è miseria, rabbia e frustrazione. Sulle ceneri dell’impero nasce un forte desiderio di rivincita e rinnovamento, che si esprime con straordinaria energia nella breve e tragica stagione della Repubblica di Weimar , proclamata nel novembre del 1918 ma a cui si darà formale avvio qualche mese dopo.  Il 6 febbraio 1919, a Weimar, città della Turingia in pochi giorni vengono eletti il presidente della Repubblica, Friedrich Ebert e si forma il primo governo guidato da Philipp Scheidemann, ma a Berlino e nella Baviera in particolare la situazione resta molto tesa.  La Repubblica di Weimar sopravvivrà solo quindici anni, fino all’avvento nel 1933, di Adolf Hitler, dal 30 gennaio di quell’anno Cancelliere della Germania. Un mese dopo va a fuoco il Reichstag. E il 1...

Manifesto tecnico del Futurismo

FUTURISMO M A P P A  C O N C E T T U A L E Altro che decadaentisti, veristi, crepuscolari, altro che scapigliati, che almeno il nome se lo sono dato da soli, ma solo quello. I Futuristi sono il primo movimento che si dà un programma preventivo (vedi il Manifesto del Futurismo di FTM del 1909) Nonostante i Futuristi abbiano scritto riguardo a moltissimi campi del sapere, esso è nato come scuola letteraria Parole in Libertà Fin dall’inizio, gli scrittori futuristi hanno sperimentato utilizzando i cosiddetti versi liberi e trattando di innovazioni tecnologiche e progresso. Marinetti propone di rivoluzionare non solo il contenuto ma anche lo stile. Ha chiamato questa nuova letteratura “parole in libertà”. (vedi il Manifesto tecnico della letteratura futurista di FTM, 1912) Scrivere parole in libertà significa distruggere la sintassi, utilizzare verbi all’infinito, abolire aggettivi e avverbi, sopprimere la punteggiatura e impiegare simboli matematici e musical...

Erotion nel Thesaurus Linguae Latinae

da Sei Epigrammi per alcuni schiavi morti in tenera età Traduzione di Miro Gabriele -  Roma 2001 Una vita in città Marco Valerio Marziale, nato a Bilbilis in Spagna nel 40 d.C., giunse a Roma nel 64 per cercarvi fortuna e tentare la professione forense. Vi condusse però la vita del cliente delle grandi famiglie, rendendo omaggio ai vari imperatori che si succedevano sul trono. Acquistò notorietà nell’80 con il "Liber de Spectaculis", pubblicato per l’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio da parte di Tito. Nella capitale visse più di trent’anni, pubblicando quattordici libri di epigrammi che gli procurarono grande fama e successo, ma mai quella piena sicurezza economica cui aspirava.  Conobbe e frequentò tutti i grandi dell’epoca: Plinio il giovane, Quintiliano, Giovenale. Con l’avvento di Traiano il clima mutò. Marziale, stanco della frenetica vita della metropoli e compromesso in un certo senso con Domiziano, cui aveva dedicato svariati componimenti ricavan...

Le Leggi razziali e le immagini della propaganda

è un percorso didattico iconografico di Vittorio Caporrella Se avete visitato i link proposti qui di seguito, inserite qui i vostri commenti, secondo le indicazioni dell'autore. Postate nell'area discussione i vostri commenti - Foto 1 La distinzione razziale http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/distinzionerazziale.htm - Foto 2 Razzismo e caratteri fisionomici http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/caratterifisionomici.htm - Foto 3 Romanità e "razza italica " http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/razzaitalica.htm - Foto 4 Donne ed eredità genetica http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/donne.htm - Foto 5 Romanità e antisemitismo http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/antisemitismo.htm - Foto 6 I meticci e l'ibridismo http://www.storicamente.org/04_comunicare/LeggiRazziali/meticci.htm - Foto 7 Razzismo e violenza sessuale http://www.storicamente.org/04_comunicare/Leggi...

L'anti Eneide

Caratteri della poesia del Novecento

Per i Simbolisti a partire da Baudelaire la poesia è fatta di immagini ed evocazioni, tesa a scoprire le corrispondenze e i rimandi ( Uso di analogia e similitudine e in generale dei traslati o tropi) Mata Zambrono “filosofia e poesia”  Altra caratteristica la ricerca esasperata della forma ( avantesti di Ungaretti.) Lotman e i formalisti russi Sguazzano in questa belletta. Vedi posta commistione poesia prosa (linea lombarda anni 60 Loi, Erba, Giudici) Frequenti forestierismi e recuperi depialettali ( molti poeti sono traduttori: Unga, Caproni, Montale, Luzi) Ironia e autoironia Rare misure regolari Poche rime e strane Ricorre il parallelismo Prevale il frammento ( si guarda al pezzetto, non al testo complessivo) Alternanza detto/non detto (gli spazi bianchi dicono tanto) Sinestesie Tecnicismi specialmente nell’ambito lessicale (termini tecnici, scientifici, botanici etc...) Conglomerati lessicali figli del Futurismo  Parole singolari al plurale  Si sop...

Il Biennio rosso

«Non distruggere il tuo Paese, la Tunisia ha bisogno di te», s’appella l’ultimo hashtag del ministero dell’Interno. «Non prendeteci in giro, non abbiamo niente da perdere», avverte la capa della nuova protesta, Henda Shennaui. Tunisia 2018: la Rivoluzione delle Notti s’accende al tramonto e incendia le città della miseria. Kasserine e Tebourba, la simbolica Sidi Bouzid del primo martire delle rivolte 2011, ma anche le periferie di Tunisi. Dove la prima delle primavere arabe non s’e’ mai sentita, dove la disoccupazione occupa le menti. E viene naturale svuotare i supermarket Carrefour, bloccare le strade, incendiare pneumatici, prendersi i lacrimogeni. Seppellire un manifestante morto, curare 60 poliziotti feriti, processare 600 arrestati, attaccare con le bombe la sinagoga di Djerba. Al quinto giorno nulla si placa e tutto rischia di peggiorare, nel venerdì della preghiera e nella prossima domenica, settimo anniversario della rivolta che cacciò Ben Ali, portò la democrazia e p...