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Visualizzazione dei post da 2016

Un anno sull'Altipiano

Potete se volete guardarvi il film, ma non vi rimarrebbe molto. I riassunti non sarò certo io a dovervi dire dove cercarli. Leggendoli non capireste niente e niente vi rimarrebbe. La lettura di un Anno sull'altipiano invece non può essere dimenticata.
Tutto quello che c'è scritto è accaduto veramente.
Vi consiglio di approfondire in rete alte e altre cose: chi è stato Emilio Lussu? Chi era Joyce Lussu? Chi progettava e perché quelle armature? L'esasperata disciplina? E quel fanatico generale Leone, è mai esistito? Dove e quando operava la brigata Sassari?

Ho fatto un gruppo su www.anobii.com. mi sembra un posto giusto per scambiarsi opinioni e ricavare informazioni. Questa c'è la lascia Marcello:

"Dopo quasi vent'anni dalla sua esperienza al fronte, come ripetutamente chiestogli da Salvemini, Lussu scrive le sue memorie della prima guerra mondiale. Lussu era un interventista democratico, e un ufficiale di complemento. Era quindi convinto della giustezza di que…

1° Guerra Mondiale - Presentazioni MPP

chi è medea oggi?

"Ho riprodotto in Medea tutti i temi dei film precedenti. [...] Quanto alla pièce di Euripide, mi sono semplicemente limitato a trarne qualche citazione. [...] Medea è il confronto dell'universo arcaico, ieratico, clericale, con il mondo di Giasone, mondo invece razionale e pragmatico. Giasone è l'eroe attuale (la mens momentanea) che non solo ha perso il senso metafisico, ma neppure si pone ancora questioni del genere. È il 'tecnico' abulico, la cui ricerca è esclusivamente intenta al successo. [...] Confrontato all'altra civiltà, alla razza dello 'spirito', fa scattare una tragedia spaventosa. L'intero dramma poggia su questa reciproca contrapposizione di due 'culture', sull'irriducibilità reciproca di due civiltà". [...] "potrebbe essere benissimo la storia di un popolo del Terzo Mondo, di un popolo africano, ad esempio", rispose Pasolini, "che vivesse la stessa catastrofe venendo a contatto con la civiltà occident…

Ti racconto i classici: Medea

Siamo di fronte al delitto dei delitti: una madre che uccide i propri figli bambini per far dispetto al proprio marito. Che senso ha essere misurati e minimalisti? Come si può trattare una storia così atroce, così clamorosa, così tragica per eccellenza, e non sfruttarne tutti i possibili risvolti retorici? Un delitto così orrendo non può essere cantato a una sola voce o su una sola corda di violino. È necessario un coro di cento voci, un’intera orchestra di cento elementi. Altrimenti perché una tale infamia? I media d’oggi, televisivi, giornalistici, saprebbero ben sfruttare a fondo una vicenda tanto atroce e crearne uno spettacolo da Gran Guignol: per il supremo delitto la suprema spettacolarizzazione!Ci piace credere che queste stesse considerazioni sulla “spettacolarità” le abbia fatte Seneca quando, quasi mezzo millennio dopo Euripide (quella di Euripide è del 431 a.C.) decise di scrivere e mandare in scena il suo “remake”. Ed ecco un’opera a tutto spettacolo, carica di adrenalin…

Lez.2.1 La vita è davvero breve? (De brevitate vitae I, 1-4)

Maior pars mortalium, Pauline, de naturae malignitate conqueritur,quod in exiguum aevi gignimur,quod haec tam velociter, tam rapide dati nobis temporis spatia decurrant,adeo ut exceptis admodum paucis ceteros in ipso vitae apparatu vita destituat. Nec huic publico,ut opinantur,malo turba tantum et imprudens volgus ingemuit;clarorum quoque virorum hic affectus querellas evocavit.Inde illa maximi medicorum exlamatio est:<>; inde Aristotelis cum rerum natura exigentis minime conveniens sapienti viro lis:<>. Non exiguum temporis habemus,sed multum perdidimus.Satis longa vita in maximarum rerum consummationem large data est,si tota bane collocaretur; sed ubi per luxum ac neglegentiam diffluit, ubi nulli bonae rei inpenditur,ultima demum necessitate cogente,quam ire non intelleximus transisse sentimus. Ita est: non accipimus brevem vitam, sed fecimus, nec inopes eius sed prodigi sumus.Sicut amplae et regiae opes, ubi ad malum dominum pervenerunt, momento dissipantur, at quamvis…

Lez.2: Riguardo ai Seneca

La cucitura dello Stivale Documenti dal 1848 al 1866

la conquista della penisola italiana da parte degli eserciti dei Savoia e di Garibaldi tra il 1860 e il 1870, raccontata attraverso lettere, manifesti, dispacci ufficiali, telegrammi etc...
http://www.slideshare.net/michelemazzieri/risorgiment-oad-fontes

Quaderno 3 con correzioni [ancora manca il gruppo '66.]






































View more presentations from Michele Mazzieri. questa presentazione è il risultato di un anno di lavoro con le classi quarte del Liceo Pedagogico 'Rinaldini'. Gruppi di studenti hanno esaminato i documenti sinteticamente raccolti nella presentazione, li hanno contestualizzati, interpretati e hanno scritto il loro capitolo del manuale di storia. alcuni dei capitoli possono essere visionati ai seguenti indirizzi:
1859: Le dimissioni di Cavour
http://www.slideshare.net/michelemazzieri/le-dimissioni-di-cavour

1862-1870: La missione incompiuta di Garibaldi
http://www.slideshare.net/michelemazzieri/garibaldi

1869-1870: Gli ultimi giorni del Papa-Re
http://www.slideshare.net/michel…

Sentimento del tempo: verifica finale il 12 maggio

Riepiloghiamo i temi e i testi in vista della verifica del 12 maggio:

1. VIRGILIO ENEIDE C'è un tempo diverso all'interno del quale la morte non è spaventosa: è il TEMPO-ETERNITA'  di Augusto del quale parla Giove nel Libro I, 278-282: Metas nec tempora pono:
His ego nec metas rerum nec tempora pono;
imperium sine fine dedi. Quin aspera Iuno,
quae mare nunc terrasque metu caelumque fatigat,    280
consilia in melius referet, mecumque fovebit
Romanos rerum dominos gentemque togatam: ,
La vita non è naturalmente quella del singolo ma quella della città
Finché la casa di Enea sarà sulla rupe del Campidoglio avrà sede e durerà l'Impero Romano
E' però un privilegio riservato solo a Roma, perché nemmeno le città sono eterne come possiamo vedere in Aen. II 325, nelle parole sconfortate di Pantoo, l'anziano sacerdote di Apollo Si notino nell'uso dei perfetti il senso della fine e della resa:
'uenit summa dies et ineluctabile tempus
Dardaniae. fuimus Troes, fuit

Eneide X - Tempo ed Eternità

C'è un tempo diverso all'interno del quale la morte non è spaventosa: è il TEMPO-ETERNITA'  di Augusto del quale parla Giove nel Libro I, 278-282: Metas nec tempora pono:
His ego nec metas rerum nec tempora pono;
imperium sine fine dedi. Quin aspera Iuno,
quae mare nunc terrasque metu caelumque fatigat,    280
consilia in melius referet, mecumque fovebit
Romanos rerum dominos gentemque togatam: ,
La vita non è naturalmente quella del singolo ma quella della città
Finché la casa di Enea sarà sulla rupe del Campidoglio avrà sede e durerà l'Impero Romano  E' però un privilegio riservato solo a Roma, perché nemmeno le città sono eterne come possiamo vedere in Aen. II 325, nelle parole sconfortate di Pantoo, l'anziano sacerdote di Apollo Si notino nell'uso dei perfetti il senso della fine e della resa: 'uenit summa dies et ineluctabile tempus
Dardaniae. fuimus Troes, fuit Ilium et ingens              325
gloria Teucrorum; ferus omnia Iuppiter Argos
transtulit;
Per …

La storia attraverso i manifesti: la Repubblica Cisalpina

Quartiere Latino: Ovidio , le donne e il trucco

la città delle frottole - Quartiere Latino: Le donne e il trucco: Il vano belletto e ornamento delle donne: le donne e il trucco dall'Età d'Augusto al Rinascimento a questo URL trovate gli appunti. potete facilmente individuare la sezione dedicata a Ovidio e la relativa antologia.

Christine de Pizan, nella sua Città delle dame (fine sec. XIV) si propone di combattere accuse ingiuste e pregiudizi sulla natura delle donne:
Si possono individuare nel testo le seguenti accuse. (Ove possibile se ne indica la fonte).Le donne sono deboli e valgono poco (I, 14), vedi l’incipit del De mulieribs clarisLe donne sono prive di ingegno e non è bene che si dedichino alle lettere (I, 27 e II, 36);Le donne dovrebbero solo tessere e fare figli (I, 37);Per l'uomo il matrimonio è solo fonte di fastidi e di spese (trucco vestiti etc..) (II, 13)La donna non se tenere i segreti; è per questo che Gesù risorto è apparso per primo alle donne,per spargere la voce più velocemente! (II, 25)Alle donne pi…

La storia attraverso i manifesti

La scelta di farvi lavorare gli studenti direttamente sulle fonti si prefigge di integrare il normale programma scolastico presentandovi quelle che sono le procedure e gli strumenti della ricerca storica, facendovi acquisire una certa familiarità con la fonte documentaria, ‘materia prima’ di tale ricerca. Si tratta in definitiva di prendere coscienza dei processi della ricerca storica, in modo tale che possa affrontare in maniera più profonda e critica i contenuti che gli vengono proposti dai manuali scolastici. La lettura dei nostri manuali di storia stimola poco il senso critico degli studenti Essi troppo spesso, si trovano di fronte a una scala di valori il cui significato non è e non può essere elaborato criticamente e invece viene assimilato nella sua convenzionale (e in qualche modo ipocrita) superficialità.
Comprendere o giudicare? Lo storico non deve comportarsi come un giudice. Non si tratta di schierarsi a favore di Robespierre o contro. Si tratta di capire chi era Robespi…

Nel posto giusto al momento sbagliato: i diari di Grace Elliot

Il film è tratto dal libro autobiografico di Grace Elliott, Journal of My Life During the French Revolution

«Rohmer sceglie di presentare la Rivoluzione attraverso lo sguardo lucido di un'Inglese innamorata della Libertà ma indignata per la violenza, messo a confronto con quello del suo antico amante, il duca di Orléans, che ha deciso di dare il suo appoggio al movimento rivoluzionario prima di soccombervi. Le loro conversazioni, a Parigi, a Meudon, trattate come dialoghi teatrali intervengono durante tutto il film, come contrappunto agli sviluppi del processo rivoluzionario e all'accelerazione degli accadimenti. »  (Anita Lindskog, Eric Rohmer. Un chemin de verité à travers l’art, 2010)

La nobildonna e il duca (trailer) 


Éric Rohmer, nome d'arte di Jean Marie Maurice Schérer (1920 – 2010), è stato uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague.
Come molti altri registi del movimento, è stato critico cinematografico sui Cahiers du cinéma, sin dalla fondazione nel 1951. La s…