C'è un tempo diverso all'interno del quale la morte non è spaventosa: è il TEMPO-ETERNITA' di Augusto del quale parla Giove nel Libro I, 278-282: Metas nec tempora pono : His ego nec metas rerum nec tempora pono ; imperium sine fine dedi . Quin aspera Iuno, quae mare nunc terrasque metu caelumque fatigat, 280 consilia in melius referet, mecumque fovebit Romanos rerum dominos gentemque togatam: , La vita non è naturalmente quella del singolo ma quella della città Finché la casa di Enea sarà sulla rupe del Campidoglio avrà sede e durerà l'Impero Romano E' però un privilegio riservato solo a Roma, perché nemmeno le città sono eterne come possiamo vedere in Aen . II 325, nelle parole sconfortate di Pantoo, l'anziano sacerdote di Apollo Si notino nell'uso dei perfetti il senso della fine e della resa: ' uenit summa dies et ineluctabile tempus Dardaniae. fuimus Troes, fuit Ilium et ingens 325 gloria Teucrorum...