Passa ai contenuti principali

Post

Un anno sull'Altipiano

Potete se volete guardarvi il film, ma non vi rimarrebbe molto. I riassunti non sarò certo io a dovervi dire dove cercarli. Leggendoli non capireste niente e niente vi rimarrebbe. La lettura di un Anno sull'altipiano invece non può essere dimenticata. Tutto quello che c'è scritto è accaduto veramente. Vi consiglio di approfondire in rete alte e altre cose: chi è stato Emilio Lussu? Chi era Joyce Lussu? Chi progettava e perché quelle armature? L'esasperata disciplina? E quel fanatico generale Leone, è mai esistito? Dove e quando operava la brigata Sassari? Ho fatto un gruppo su www.anobii.com . mi sembra un posto giusto per scambiarsi opinioni e ricavare informazioni. Questa c'è la lascia Marcello: "Dopo quasi vent'anni dalla sua esperienza al fronte, come ripetutamente chiestogli da Salvemini, Lussu scrive le sue memorie della prima guerra mondiale. Lussu era un interventista democratico, e un ufficiale di complemento. Era quindi convinto della giuste...

1° Guerra Mondiale - Presentazioni MPP

La Grande Guerra from Michele Mazzieri Trattati 1919 from pgava

chi è medea oggi?

"Ho riprodotto in Medea tutti i temi dei film precedenti. [...] Quanto alla pièce di Euripide, mi sono semplicemente limitato a trarne qualche citazione. [...] Medea è il confronto dell'universo arcaico, ieratico, clericale, con il mondo di Giasone, mondo invece razionale e pragmatico . Giasone è l'eroe attuale (la mens momentanea) che non solo ha perso il senso metafisico, ma neppure si pone ancora questioni del genere. È il 'tecnico' abulico, la cui ricerca è esclusivamente intenta al successo. [...] Confrontato all'altra civiltà, alla razza dello 'spirito', fa scattare una tragedia spaventosa. L'intero dramma poggia su questa reciproca contrapposizione di due 'culture', sull'irriducibilità reciproca di due civiltà". [...] "potrebbe essere benissimo la storia di un popolo del Terzo Mondo, di un popolo africano, ad esempio", rispose Pasolini, "che vivesse la stessa catastrofe venendo a contatto con la civiltà oc...

Ti racconto i classici: Medea

Siamo di fronte al delitto dei delitti: una madre che uccide i propri figli bambini per far dispetto al proprio marito. Che senso ha essere misurati e minimalisti? Come si può trattare una storia così atroce, così clamorosa, così tragica per eccellenza, e non sfruttarne tutti i possibili risvolti retorici? Un delitto così orrendo non può essere cantato a una sola voce o su una sola corda di violino. È necessario un coro di cento voci, un’intera orchestra di cento elementi. Altrimenti perché una tale infamia? I media d’oggi, televisivi, giornalistici, saprebbero ben sfruttare a fondo una vicenda tanto atroce e crearne uno spettacolo da Gran Guignol: per il supremo delitto la suprema spettacolarizzazione!Ci piace credere che queste stesse considerazioni sulla “spettacolarità” le abbia fatte Seneca quando, quasi mezzo millennio dopo Euripide (quella di Euripide è del 431 a.C.) decise di scrivere e mandare in scena il suo “remake”. Ed ecco un’opera a tutto spettacolo, carica di adrenalina...